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EDUCA - 2017

 

Educa 2017

Laboratorio

Narrare i passaggi

 

Quest'anno l'Associazione Co.E.S.I è stata presente ad Educa il Festival dell'Educazione di Rovereto proponendo ai bambini e ai genitori un'attività laboratoriale. I coordinatori pedagogici, Daniela Dagostin, Alessandro Laghi e Sara Tonazzolli, la Presidente del Comitato Scientifico di Co.E.S.I Rita Alterio e Serena Facchini, hanno organizzato per i bambini un'attività che ha voluto combinare, in un momento condiviso, il fare creativo dei bambini e la riflessione degli adulti.

L'idea del laboratorio è nata da una considerazione sull'attuale realtà, nella quale fra mille fotografie pubblicate e condivise, i genitori lasciano innumerevoli tracce del passaggio dei loro bambini già dalla loro prima ecografia. Capita però di accorgersi che, nonostante tutto l'affanno, non si è esenti dal rischio di dimenticare le tappe del reciproco cammino di crescita, ma soprattutto le emozioni e i pensieri che lo hanno accompagnato.

Il laboratorio ha voluto perciò essere uno spazio per permettere ai genitori di fermarsi a riflettere sugli innumerevoli passaggi della storia dei figli e, nel contempo, provare a raccontarli ai loro bambini. E così, genitori e bambini, hanno fatto memoria assieme della loro strada, e lo hanno fatto in un modo concreto, costruendo una scatola dei ricordi, nella quale riporre tutto ciò che vale la pena conservare.

Proprio perché la storia di ognuno è caratterizzata da innumerevoli passaggi, che richiedono di trovare tempo per la riflessione, provare a creare narrazioni è una pratica che fa il punto del tempo passato, ne fissa la bellezza, senza nasconderne le imperfezioni, ricerca un possibile senso e immagina spiragli di futuro. Mentre si fissa in parole la propria storia, ci si accorge che il tema del ricordare non è l’unico in gioco. Non si scrive solo per una memoria futura, ma anche per il presente, perché lo scrivere diventa preziosa occasione di incontro tra genitori e figli. E ancora, mentre si narra, si può scoprire che anche altri stanno facendo la stessa cosa, perché, in fondo, la particolarità di ogni narrazione è quella di essere in un qualche modo, comune a tutti, perché tocca aspetti universali. Le famiglie diventano allora luoghi di educazione e di elaborazione culturale, luoghi in cui si danno nomi alla realtà e si crea un’interpretazione della vita e dei suoi passaggi.

L’idea generatrice del laboratorio è che ogni famiglia costruisca la storia di se stessa, di come si diventa genitori interpretando e trasformando i modelli genitoriali ricevuti. Questa narrazione non è un semplice documentare, ma un costruire memoria. Richiede il metterci pensiero per riconoscere l’importanza di accadimenti minori che tendono a passare sotto silenzio lasciando tuttavia tracce profonde nella storia non detta. È, insieme, il sottrarre all’oblio il ricordo delle emozioni e delle sensazioni di essere padri, madri e figli in cammino. In un'epoca in cui si patisce l’ansia del navigare a vista, il fare memoria della storia della famiglia è insieme costruire il presente e fissare i punti cardinali sulla bussola per i momenti difficili.

Al termine del laboratorio i bambini sono andati a casa con una bellissima scatola colorata, una scatola per custodire ciò che è importante e prezioso...raccontare una storia...aiutare a ricordare il cammino percorso...e permettere di condividerlo con chi si ama!

Uno scrigno che contiene un tesoro che deve essere protetto, conservato, ricordato, narrato.